Domenica 1 gennaio - Località varie. «La disfida podistica dei 100 giorni». La sfida consiste nel correre o camminare almeno mezz'ora ogni giorno per cento giorni consecutivi a partire dal 1 gennaio 2012. Per inf. www.epodismo.com/100
CENTO CHILOMETRI AL GIORNO PER DIECI GIORNI Domenica 30 ottobre 2011, verso le 21 al campo ciclistico Cimurri di Reggio Emilia, Antonio Tallarita dopo 120:39.09, ha concluso la sua bella e massacrante avventura umana e sportiva: correre cento chilometri al giorno per dieci giorni consecutivi. Prima di lui solo altri tre italiani erano riusciti a fare qualcosa di simile: Lucio Bazzana alla Dieci giorni di Atene (correndo per oltre mille chilometri), Italo Orrù ed Alex Bellini da Los Angeles a New York (correndo più di settanta giorni circa ottanta chilometri al giorno). E ora, nell'Olimpo della corsa ad oltranza, l'ingegnere Antonio Tallarita, una vita dedicata allo studio, al lavoro, alla famiglia e... alla corsa! Dapprima solo maratone, poi ultra, poi la 24 ore fino ad arrivare ad un 2011 intenso sotto il profilo sportivo: la 24 ore di Sarvari in Ungheria, ma soprattutto la vittoria della "Torino-Roma", quasi 720 chilometri. Con l'amico Roberto Citarella la domanda: "Perché non organizziamo qualcosa di particolare?" Trovata la formula dei cento chilometri al giorno per dieci giorni, in tre mesi, con l'aiuto del Comitato Tecnico Regionale di Reggio Emilia, la Podistica Biasola, la sua società guidata da Giuliano Mainini, e pochi amici veri, è riuscito ad organizzare la "Ultramaratona di Reggio Emilia, 10%=1000km". I timori tantissimi, non tanto sulla fattibilità dell'evento, ma su come l'opinione pubblica avrebbe reagito. Stimolato, incitato e confortato da amici, il 23 ottobre ecco un po' di temerari pronti sulla linea di partenza. Raccontare questi meravigliosi, difficili dieci giorni non è semplice: dalle ragazze dell'atletica leggera della Reggio Events, alle tante scolaresche che hanno corso nelle mattine di fine ottobre, preferendo di gran lunga un giro o due del campo piuttosto che le lezioni in aula, ai ragazzini del ciclismo, ai giocatori della Reggiana e della locale squadra di football americano Hogs, alla partecipazione dell'Olimpionico Giuliano Razzoli. Anche alcuni assessori hanno voluto provare l'ebbrezza di correre con un grande uomo e sportivo come Tallarita. E poi Angela Gargano (in dieci giorni, ben tre 100 chilometri per lei e sette maratone) e la simpaticissima Marinella Satta, che ha corso due ultramaratone consecutive palleggiando con un pallone da basket (non risulta che al mondo ci sia donna che abbia mai provato prima). Poi gli altri amici del Club Supermarathon Italia, senza il quale Tallarita avrebbe avuto molta meno compagnia. Vito Piero Ancora ha dimostrato una caparbietà fuori dal limite, correndo per dieci giorni cinquanta chilometri al giorno. Marina Mocellin, Stefano Giorgio, Massimo Petruzzelli, Lorenzo Gemma, Roberto Paracchini e Michele Rizzitelli hanno corso una maratona ogni giorno per dieci giorni (e avrebbero continuato, se la festa non fosse finita!). Il grande Antonio Mazzeo, presente per due 100 chilometri, per dare uno schiaffo alla terribile malattia! E ancora Vincenzo Tarascio, Antonio Mammoli, Stefano Santarini, Adele Di Lorenzo, Francesco Capecci, Davide Stanghellini, Bien Sen Du. Ad essi altri podisti che hanno condiviso un giorno di maratona, due, o sono ritornati, altri si sono aggiunti, solo per esserci, correre insieme a Tallarita, solo per stargli accanto, perché al campo Cimurri, per dieci giorni, si era formata una grande e bella famiglia (articolo e foto di Denise Quintieri).
fonte: www.epodismo.com
Curiosità di corsa
Scritto da Luigi
Domenica 11 Dicembre 2011 22:21
Un podista con le palle
Durante il periodo natalizio è diventato abbastanza comune vedere in gara corridori vestiti da Babbo Natale (anche se a volte in maniera poco ortodossa), ma questo podista americano ha pensato bene di contribuire allo spirito festivo addobbandosi niente meno che da abete, e con tanto di palle. Cercare di non sbagliare strada, orientandosi a malapena attraverso gli aghi di pino, per arrivare in fondo alla gara non è stato facile, ma la sua originalità gli è valsa il premio come partecipante con il miglior costume.